Slowbook – La ristorazione siciliana più sensibile alle tradizioni e ai piatti della nonna

La Stampa – Vincenzo Santalucia, l’amore per la Sicilia nel piatto
09/12/2019
Pranzo di Capodanno – 1 gennaio 2020
10/12/2019

Lo Chef Vincenzo Santalucia creatore del Ristorante La Scala di Agrigento In scena la biodiversità con i piatti delle nonne e le specificità dei territori . La biodiversità era (ed è) sinonimo di genuinità nelle nostre campagne. E la Sicilia è tra le Regioni più vocate – sia per le caratteristiche morfologiche del suo habitat, sia per sensibilità sempre maggiori, nei confronti della tutela dell’ambiente da parte dei produttori e dei consumatori siciliani. Con la ricerca, la riscoperta e la salvaguardia delle varietà produttive e le razze antiche locali, si favorisce anche un’economia equa e solidale. Tra i protagonisti, in forte aumento i piccoli produttori di nicchia, le cui eccellenze vengono valorizzate da giovani Chef siciliani, che pongono al di sopra di tutto, la salvaguardia e la promozione del proprio territorio; “la cucina è anzitutto valorizzare le eccellenze, con un occhio attento alle tradizioni e alle ricette delle nonne”, questa è la loro mission. Un ristorante da segnalare per essere stato tra i più attivi nell’adottare i “piatti della nonna”, è La Scala, nel cuore di Agrigento. Il suo ideatore è un giovane Chef emergente, Vincenzo Santalucia, che dopo aver vissuto preziose esperienze internazionali, ha aperto da qualche anno, questo piccolo gioiello nel cuore di Agrigento, ed è stato subito un successo… Quella di Vincenzo è una passione per la cucina tramandata dalle nonne Rosa e Antonia, dai nonni Giacomo e Vincenzo, grandi agricoltori, e dalla mamma Crocetta. Il suo impegno è far diventare “piatti unici” l’eredità molto speciale dei suoi avi. “Questo ci permette di accogliere un turista particolarmente attento all’ enogastronomia autentica e ad un turismo eco-sostenibile – dichiara Vincenzo – convinto testimonial di un ritorno alla campagna, alle sue tradizioni, alla sua cultura e ai suoi prodotti a Km 0, che è esattamente quello cercano i nuovi turisti amanti della bio-diversità, coccolati personalmente da Vincenzo, sempre pronto ad una ricercata e piacevole presentazione dei piatti in sala. “L’abbinamento con i vini, non può prescindere da una selezione di piccole cantine, una tendenza ormai consolidata che contribuisce a rendere la Sicilia una metà ambita dagli “winelovers” di tutto il mondo. Vini di nicchia – ribadisce lo Chef Vincenzo Santalucia – ricercati tra i piccoli produttori del territorio per offrire all’appassionato, il piacere della scoperta di nuove realtà tutte da valorizzare, come il sapore del pane cotto a legna…, piccole ma fondamentali attività, custodi delle tradizioni e della biodiversità della nostra terra”.

Mostra articolo originale La ristorazione siciliana più sensibile alle tradizioni e ai piatti della nonna